Come Lavoro

Il Counseling è un’attività orientata al benessere e allo sviluppo personale, per questo può sostenere le persone a esplorare i processi evolutivi che sta vivendo, le fasi di transizione e gli stati di crisi, o di opportunità per avere uno stile di vita sostenibile.

Può essere utilizzato dalla singola persona, o dalle aziende che decidano di investire in benessere organizzativo e di motivazione.

Benessere interiore

Mettersi nei panni della persona, non giudicarla, non valutarla, accettare la sua unicità e individualità, non dirigerla, non dirle cosa fare, ma ascoltarla affinché apprenda ad ascoltarsi, per comprendersi e gestire da sé – in modo autonomo – le sue difficoltà.

Carl rogers

Questa definizione di Carl Rogers dell’empatia racconta e riassume completamente come lavoro con i miei clienti.

Il counseling individuale

In sintesi, il Counseling è un’attività professionale di aiuto volta a rafforzare la capacità di autodeterminazione delle persone, attraverso un ascolto attivo per poter agevolare le fasi di transizione dagli stati di crisi.

Il counseling individuale è un percorso breve (circa 10 incontri), durante il quale il mio compito non è quello di fornire consigli, ma di guidare la persona nel processo di consapevolezza, crescita e competenza emotiva, permettendole di osservare e cogliere ciò che le “accade dentro”, aiutandola a capitalizzare le risorse interne, riscoprire i propri punti di forza e trovare nuove strategie comportamentali; le migliori proprio perché definite e attuate da sé.

L’obiettivo del percorso insieme è di restituire alla persona grande autonomia e responsabilità di scelta, rendendola competente rispetto ai suoi bisogni, al suo vissuto, alle sue esigenze.

Preferisco incontrare le persone dal vivo, appoggiandomi a un paio di studi a Milano, ma a seconda dei casi (per esempio non ti è possibile arrivare a Milano) lavoro anche via Skype, sia in italiano che in inglese.

Il grief counseling

1. Che cos’è il grief counseling?

Il Grief Counseling (counseling del lutto) è una relazione d’aiuto dedicata a sostenere le persone che sono prossime alla morte, o i loro famigliari, ma non solo.

Nella società moderna i riti di passaggio, che da un punto di vista antropologico hanno scandito l’evoluzione umana, hanno perso valore, diventando sempre più sbiaditi, a volte persino nascosti. Nel momento del lutto, le relazioni interpersonali vengono caricate di negatività e di dolore che alla lunga può allontanare le persone, inoltre la frase “devo farcela da solo”, così tipica delle società prestazionali, diventa un peso.

E’ in questo momento di profonda fragilità e disorientamento che la figura del Grief Counselor può diventare la terza parte che – con empatia e assenza di giudizio – può accogliere la narrazione dolorosa, in ogni sua parte, anche le storie sgradevoli, imbarazzanti o tragiche del dolente.

La narrazione e l’accoglienza innescano il processo elaborativo nel lutto e consentono alle persone di poter condividere le proprie paure e la propria testimonianza con qualcuno che non si ha paura di ferire e non si deve proteggere (come può accadere, invece, con i famigliari)

2. Chi può aver bisogno di un/a Grief Counselor?

Se condividiamo il concetto che il lutto è uno “stato”, non una “patologia”, anche chi sta affrontando una perdita importante nella propria vita, come la morte di un animale da affezione, di una relazione amorosa, o la perdita di un lavoro, può trovarsi in una situazione di lutto, con una grande fatica emotiva e senza capacità di “coping”, cioè di fronteggiare la situazione.

Si possono rivolgere a un/a grief counselor:

  • Le persone che stanno per vivere una perdita e desiderano il supporto di una persona qualificata che li sostenga per comprendere, accogliere e trasformare le molteplici emozioni che stanno vivendo
  • Chi sta per vivere una perdita e intuisce il potenziale trasformativo che questa esperienza può avere nella sua vita
  • Chi desidera uno spazio di ascolto sicuro, nel quale esprimere il proprio dolore, fragilità ed esplorare difficoltà relative a cambiamenti, fasi di transizione e stati di crisi, per rinforzare capacità di scelta, o di processi evolutivi, riconnettendosi alle proprie risorse.

3. quanto dura il percorso di sostegno al lutto?

Un riferimento importante in questo ambito sono le “fasi del lutto” individuate dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross (1981) all’interno delle quali il dolente si muove, non sempre linearmente.

Il lavoro dell’elaborazione del lutto richiede tempi lunghi (nell’ordine di qualche mese a qualche anno) e le persone possono sentire il bisogno di rivolgersi a un operatore qualificato in qualunque delle 5 fasi poiché non c’è un lutto uguale ad un altro.

Ciò premesso, il percorso di Grief Counseling è simile a quello di qualsiasi altro tipo di counseling, ma modulato in un tempo più ampio delle cadenze settimanali, proprio per seguire con amorevole gentilezza le fasi e i tempi del dolente.

Il counseling aziendale

Perchè un’azienda dovrebbe introdurre iniziative di counseling per i propri dipendenti?

In sintesi, per motivi soft e motivi hard.

Soft: il counseling da l’opportunità di valorizzare il rapporto tra azienda e dipendente, creando spazi/tempi per elaborare la propria esperienza lavorativa in modo più funzionale e quindi “produttivo”, “motivante” e meno “assente”, o “stressante”.

Hard: secondo i dati di una ricerca di “Great Place to work” del 2013, le aziende che hanno garantito qualità della vita ai lavoratori hanno incrementato mediamente del 20% il loro fatturato negli ultimi 4 anni; inoltre, anche una ricerca McKinsey del 2012, che in modo più ampio osservava l’incidenza dell’adozione di politiche di welfare, ha mostrato che  queste hanno un impatto sulla produttività (-15% di assenze, -1.6% mesi di congedo maternità, +5% di ore lavorate extra da figure professionali con straordinari forfetizzati).

DOVE può essere utilizzato il counseling in azienda? Le dimensioni aperte ad accogliere questo tipo di intervento sono quelle del:

QUANDO nel Welfare? Per andare oltre la gestione del malessere e diventare uno strumento di benessere e crescita perso-professionale, in particolare per le nuove generazioni Millennials e Z, sempre più alla ricerca di “significati” e fiducia nei confronti di organizzazioni che rispecchino i propri valori personali.

QUANDO nella Leadership? Per una migliore comprensione del Sè (self-swot); per un maggiore equilibrio nel rapporto ruolo/persona; per una gestione dello stress più efficace lavorando sulle emozioni che sostengono i comportamenti.

Il counseling aziendale può aiutare le aziende a:

I fiori di Bach

“La salute è il nostro retaggio, un diritto che ci spetta. Essa corrisponde alla completa simbiosi di anima, spirito e corpo”.

Dr. Edward Bach

Quante volte disturbi e malesseri fisici persistono fastidiosamente nonostante si segua tutte le indicazioni del nostro medico curante? E quante volte vi siete accorti che gli stati d’animo negativi che qualche volta accompagnano le malattie comuni, spesso persistono anche dopo la guarigione fisica?

Il dottor Bach era convito che la salute di ognuno di noi dipendesse dal nostro modo di pensare, dai nostri sentimenti e dalle nostre emozioni e per raggiungere questo obiettivo si rivolse alla natura e ai fiori.

Nel corso della sua vita analizzò e verificò moltissimi fiori e grazie alla sua extra-ordinaria sensibilità mise a punto quelli che oggi vengono definiti i 38 Rimedi Originali del Dr. Bach, più semplicemente conosciuti come i Fiori di Bach.

Cura fiori di Bach

La floriterapia è basata sul principio vibrazionale, ovvero sia sull’informazione che ogni specifico fiore porta per guarire gli stati d’animo negativi che attraversiamo nella nostra vita nel modo più semplice e naturale, seguendo il principio sostenuto dal dr. Bach che “si deve curare il paziente, non la sua malattia”.

Quando usare i fiori di Bach?

I fiori sono utili per risolvere:

Alessandra Maestri Counselor Milano - i fiori di Bach

Come lavoro

L’identificazione dei vari rimedi utili nel “qui e ora” della persona avviene attraverso un colloquio di circa un’ora che può avvenire nel mio studio o via Skype.

Durante l’incontro identificheremo quali sono le emozioni e gli stati d’animo che sono andati “fuori equilibrio” e non consentono più una comunicazione efficiente tra corpo-mente-spirito e valuteremo quali sono i fiori più indicati del momento per creare una miscela personalizzata.

Iniziare un percorso con i Fiori di Bach significa scegliere di volersi bene e dedicarsi attenzione per un certo periodo di tempo e accogliere con gentilezza i vari cambiamenti che osserveremo in noi. Questo può significare che dopo una prima miscela, sia necessario nel tempo valutarne una nuova che risponda al “là e allora” della persona.

Se vuoi saperne di più può mandarmi una mail a ale@alessandramaestri.it